La missione di Bigene: 58 villaggi su 300 km quadrati

La missione di Bigene: 58 villaggi su 300 km quadrati
Il territorio della missione di Bigene: 58 villaggi su 300 km quadrati, a nord della Guinea-Bissau e confinante con il Senegal.

6 settembre 2011

storie di Bigene 4: miracoli a Bigene

Domenica 4 settembre 2011. Uno dei giorni più belli della mia missione. Dopo la Messa nel villaggio di Barro, incontro una delegazione del villaggio di Saiam Balanta, guidata dal suo capovillaggio.
Aspettavo questo incontro. Ho fatto visita per la prima volta al loro villaggio solo pochi giorni fa, in compagnia di don Marco, Sergio e Francesco.
Il villaggio si trova a nord di Barro, su una delle tante stradine che portano verso la frontiera con il Senegal. È stato un incontro meraviglioso: tutti gli abitanti che erano in quel momento nel villaggio si erano riuniti sotto il grande mango. Un cerchio interno per noi ospiti, i nostri accompagnatori di Barro e gli uomini anziani del villaggio; un cerchio esterno, più grande, con i giovani, le donne, i bambini. È stato un incontro di prima conoscenza, nel quale mi sono presentato, ho spiegato che vengo ogni settimana a Barro per l’evangelizzazione; ho chiesto qualcosa su di loro, in particolare sui bambini: se si curano all’ospedale di Barro (qui, lo chiamano ospedale! Vi lavora un bravo infermiere che fa di tutto, con pochissimi attrezzi e qualche medicina), e dove vanno a scuola.
Mi hanno raccontato che avevano ricevuto una evangelizzazione iniziale, dieci anni fa, aiutati dalla missione di Ingoré. Ma è durata poco, non è continuata per mancanza di catechisti. Abbiamo terminato l’incontro con una preghiera: alcuni di loro ricordavano il segno della Croce e alcune parole del Padre Nostro. Prima di salutarci, un uomo anziano mi ha chiesto se la missione può aiutare il villaggio a costruire la scuola e organizzare le lezioni. I loro bambini vanno a scuola a Barro, facendo ogni giorno sette chilometri a piedi, oppure vanno a Sano 4, in Senegal, che è ancora più lontano. Ho assicurato che la missione risponderà a questa esigenza, si farà presente per offrire tutto l‘aiuto necessario. Ho chiesto che questa richiesta fosse discussa tra di loro in assemblea, per una verifica con tutti gli abitanti del villaggio, e poi avrei aspettato una loro visita a Barro, dove vado per la Messa domenicale. Nel mio cuore sentivo che non finirà così: se iniziamo la scuola, poi mi chiederanno anche l’evangelizzazione. Non sono mai io che mi offro di iniziare un’evangelizzazione, devono essere loro a chiedermelo, deve partire dal loro cuore!
Bene. Terminata la celebrazione, facciamo un piccolo cerchio, proprio attorno all’altare. Sono presenti anche alcuni responsabili della comunità di Barro. Da queste parti, tutte le cose importanti si fanno assieme, in cerchio, ascoltandosi vicendevolmente con calma e interesse. Il capovillaggio di Saiam Balanta prende la parola: “Ci siamo riuniti nel villaggio, e abbiamo tutti concordato che desideriamo riprendere le catechesi della Chiesa Cattolica. Se Padre Ivo e la missione di Bigene ci possono aiutare, noi vorremmo diventare cristiani”.
A sentire queste parole, il cuore mi scoppia di gioia! Per questo sono qui, per annunciare Cristo Signore! Concordo con loro che è necessaria un’altra mia visita nel loro villaggio, assieme alle suore e a qualche catechista. La loro domanda è enorme, e merita una risposta adeguata, in comunione con tutta la missione. Non mi dicono niente della scuola (che faremo comunque!), ma spostano il loro interesse verso la fede e la conoscenza di Dio.
Ma non finisce qui! All’incontro è presente anche un uomo che non conosco, del villaggio di Indjaf (tra Liman e Barro). Mi chiede di diventare cattolico (ha partecipato ad alcuni incontri della “Chiesa Nuova Apostolica”, una setta di origine brasiliana che ha qualche adepto in zona, ma è rimasto deluso dalle loro promesse non mantenute) e mi chiede anche di andare a incontrare la gente del suo villaggio, perché è sicuro che altre persone la pensano come lui. Indjaf è a un solo chilometro da Barro, potrebbe facilmente partecipare agli incontri di Barro. Domenica prossima mi fermerò a casa sua e ne riparleremo.
Ma ancora non finisce qui, cari amici! Nel pomeriggio vado a Liman: il villaggio ha organizzato una bella festa per inaugurare le nuove divise di calcio che sono arrivate per i suoi giovani da Foggia. Sono presenti tanti giovani dei villaggi vicini che mi salutano con tanta allegria. Li capisco: prima o poi, mi chiederanno di procurare le divise di calcio anche per loro!!!! Durante la partita (Liman contro una selezione dei villaggi confinanti), mentre i giovani di Liman fanno mostra orgogliosi delle nuove maglie color blu e bianco, con calzettoni rossi, si avvicina il capovillaggio di Sano 2. Avevamo visitato questo villaggio con gli amici di Foggia nello stesso giorno della visita a Saiam Balanta. Ma le persone presenti erano poche: il giorno prima erano avvenuti dei furti al villaggio di Sano 4, e i giovani avevano accompagnato gli uomini a visitare e consolare quelle persone che avevano subito i danni. Il capovillaggio si scusa per la sua assenza di quel giorno, e poi subito mi chiede di ritornare nel suo villaggio perché vogliono anche loro diventare cristiani!
Ma cosa sta succedendo a Bigene? Per me è un miracolo!!!! Questa gente vuole conoscere Gesù Cristo, ed io non ho ancora fatto niente per loro... Cari amici: questi sono veri miracoli. Non conoscono Gesù Cristo ma vogliono diventare cristiani. Non conoscono la Chiesa Cattolica e chiedono di fare il cammino della Chiesa Cattolica (espressione tipica della lingua criola). Non conoscono me, e mi chiedono di andare a trovarli. Questi sono miracoli. Questa gente ha un cuore puro, sereno, libero, nonostante le tante povertà che vive da sempre. E chiede di conoscere quel Dio che non comprende, ma che è già dentro il suo cuore. Penso che lo Spirito Santo stia compiendo la sua opera: non mi spiego come possa accadere questa santa epidemia tra i villaggi che chiedono di conoscere Cristo. Ho iniziato la catechesi a Barro lo scorso dicembre (erano seguiti da Ingoré, e poi per due anni sono rimasti privi dell’incontro settimanale). Poi il villaggio di Ponta Novo mi ha chiesto aiuto ed ho iniziato, da zero, la prima evangelizzazione da loro. Poi sono venuti a chiedermi la catechesi anche i villaggi di Sindjan, Massasu, Djebacunda e Liberté, e da marzo evangelizzo anche da loro, tutti assieme (i 4 villaggi sono abbastanza vicini). Adesso si aprono anche queste nuove prospettive di evangelizzazione. Che devo dire? “Grazie, Signore!”.

1 commento:

  1. beati quelli che non hanno visto e ha creduto!!! amen!!!"

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